sembra facile uscire
da una buia galleria
guardare al futuro
con un tocco di follia
cercar dentro di sè
la forza e l'allegria
sepolte senza perchè
smarrite per la via
voglio contar le rose
sfogliate dal vento
sentire il loro profumo
un poco sfatto
di fiori appassiti
il gelsomino di bianche stelle
illumina un cancello socchiuso
la sua essenza si espande
e per metri nel bosco
tutto permea di soave fragranza
un'ortensia timida si apre
petali verdi e purpurei
perfetto insieme di piccoli fiori
a cui manca il fascino
di un qualsivoglia profumo
e il sole e le nuvole a turno
come in un gioco infantile
accendono e spengono a caso
la luce e il colore dei fiori
la gioia e il dolore nei cuori
una pugnalata al petto
ed è già mattina
grigia di nuvole gonfie
umida e afosa
di foresta bagnata
di terra impregnata
moscerini danzano
sciamando all'unisono
le siepi strasbordano
di foglie scomposte
il sole nascosto
di tutto si beffa
l'azzurro del cielo
è solo un ricordo
il cuore di ghiaccio
è fermo e impassibile
dorme ibernato
e pesa nel petto
pezzo di marmo
di cava sbrecciato
aspetta il calore
di un giorno perfetto
in cui finalmente
tristezza e dolore
andranno a braccetto
lontano per sempre
per sempre per sempre
soffia lo scirocco rovente
soffia imperterrito a ondate
le fronde come chiome impazzite
scapigliate da corse sfrenate
ulula nei rami ondeggianti
di nuove foglie piangenti
romba nella testa furioso
perfora il cervello impietoso
tre giorni di pura follia
tre giorni in una mente non mia
vivo sprecando il tempo in stupide cose
urlo una rabbia compressa da troppo tempo
sogno una tranquillità svaporata che non esiste
mi basterebbe poco, ma evidentemente, non è il mio destino
il pallido sole emerge distrutto
dall'impari lotta con le forze dell'acqua
si affaccia spingendo tra una nuvola e l'altra
ma è fiacco delle troppe sconfitte subite
le tronfie nuvole gonfie appaiono
e il verde degli alberi e delle siepi
non brilla più del verde squillante
emblema di una calda primavera
repentinamente si sfuma nel grigio
nel grigio di una stagione impossibile
la terra affogata nell'acqua
si fa nero fango ai miei passi
gli uccelli straniti non cantano più
il mio cuore annacquato non batte più
non voglio dimenticare
le prime emozioni vissute
ricordo degli anni passati
allegri, incoscienti, gioiosi
non voglio lasciare all'oblio
il caldo brivido del cuore
il sottile piacevole dolore
di un nuovo amore sbocciato
riporterò frementi alla luce
le sensazioni dimenticate
per troppo tempo esiliate
in qualche oscura e ritorta vena
ostruita dal tempo e dall'abitudine
piove sull'acqua già alta
sulle querce dai rami piangenti
piove sulle siepi rigonfie
piove ed il vento impetuoso
insensibile sfoglia crudele
le rose appena sbocciate
poi tutto si placa
in un raro momento di pace
il grigio piombo del cielo
all'orizzonte in perla si muta
sul mare il tempo è cambiato
dal mare il sole fin qui giungerà
abbracciami
con calore abbracciami
stringimi forte
fino a fermare il mio respiro
ho bisogno di te
dell'amore perduto
dei desideri comuni
delle avventure passate
ora più che mai
tienimi stretta
non lasciare che il mio cuore
diventi sabbia di deserto
e voli via di duna in duna
prigioniero assetato d'amore
corri corri
che aspetti?
il tempo scivola veloce
rapida la sabbia scende
dal piccolo pertugio
poi più nulla resterà
da fare e da sognare
da desiderare
vorrei vorrei
una casetta piccina picciò
dove nessuno possa raggiungermi
dove chiudere la porta
e sentirmi libera
dove quando cala il sole
cenare alla luce del fuoco
leggere un libro
soffiare su una candela
e dormire fino all'alba
dove scaldarmi con la legna
rinfrescarmi con un secchio di acqua gelida
piantare un orticello
vivere secondo le stagioni
due jeans due magliette
un paio di golf e via
un sogno di bambina
è proprio vero
quando il corpo invecchia
l'anima ringiovanisce e desidera
fanciullesche cose impossibili
corre sulle spiagge deserte
la mia voglia di fuggire
s'inerpica sui monti brulli
s'invola a perdifiato nelle valli
s'immerge a capofitto nelle acque
verdi e tranquille di un lago
furiose di un mare in tempesta
ormai la pace è un ricordo
anche in questo bosco di querce
il caos preme e aggredisce
le incombenze di una vita
implacabili tutto soverchiano
e un mare di carte
mi seppellirà
tutte le notti
come bianca farfalla
mi appari in sogno
cosa vuoi dirmi?
vuoi ridarmi la gioia
nelle poche ore
in cui perdo conoscenza
ti vedo e ti abbraccio
viva e vitale
e tutti chiamo
e a tutti dico
che sei tornata
e sono felice
per poche ore
di notte
all'alba tutto è come prima
la magia è finita
il giorno mi vela di tristezza
ti guardo e mi guardi
socchiudi gli occhi teneramente
vorrei essere nella tua testolina
per sentirmi felice e serena
amata e coccolata
per gioire di una corsa a perdifiato
di un filo d'erba masticato
una buca nella terra
una ciotola di pappa
un soffice divano
un morbido tappeto
per non saper nè leggere nè scrivere
per pensare solo a vivere
la prima rosa sbocciata
è turgida e un poco bagnata
di un vivido rosso infuocato
un caldo colore sfacciato
si erge sul ramo, maestosa
impavida, altera, carnosa
più in là nella breccia una viola
è in terra, cresciuta da sola
da un seme portato dal vento
che il caso allo stesso momento
ha voluto fiorisse, un po' intimidita
a rallegrar il mio cuore e la vita
un cuoricino batte per me chissà dove
il mio quando ti pensa quasi si ferma
due occhi sgranati mi cercano amorevoli
i miei si struggono nel pianto
quanto mi hai amato
quanta felicità mi hai dato
quanto ti ho amato
e mai avrei immaginato
che le mie stesse mani
ti avrebbero strappato a me
lontane in questa vita
di nuovo insieme in quella che verrà
luce abbacinante
calore calore calore
respiro affannoso
membra abbandonate
sonno e oblio
gli occhi si aprono
poi si richiudono
di nuovo i sogni
improbabili e assurdi
incubo e dormiveglia
di un mattino di sole
nel tempo del tempo che fu
le lancette si muovevano lente
i giorni non passavano mai
le stagioni duravano anni
nel tempo del tempo che era
finalmente i secondi erano secondi
le ore ore e i giorni giorni
e le stagioni duravano 3 mesi
nel tempo del tempo che è
le lancette impazzite corrono velocissime
le ore durano pochi minuti
e le stagioni... che ne parliamo a fare?
quando senti strizzarti in petto qualcosa
e vorresti soltanto alzarti in volo e fuggire
quando ti senti impotente in balia del destino
e per quanto tu cerchi non trovi scappatoie
quanto senti che ti manca l'aria
e tossisci istericamente anche se tosse non hai
quando preghi che il tempo passi più veloce possibile
e accada quel che deve accadere
fermati e mettiti l'anima in pace
il destino qualche volta si può cambiare
qualche volta
un cucuzzolo di montagna
vede il mare a distanza
è di ulivi cinto in basso
aspre pietre sulla cima
non è alto è piccoletto
ma si atteggia con sussiego
sopra altre montagnole
lui troneggia vanitoso
e che dire è una gran cosa
l'autostima è portentosa
basta solo non voltarsi
traguardare e rimirarsi
vorrei stare in un ovetto
trasparente di cristallo
tra cuscini e copertine
svolazzare nello spazio
osservare da lassù
tutto quello che succede
sulla terra e sulla luna
sulle stelle più lontane
senza tempo, senza fretta
nella consapevolezza
che più nulla avrò da fare
ma soltanto curiosare
per il mondo, per i mondi
senza gioie nè dolori
con il cuore nella mano
tutto il resto ormai lontano
il tepore improvviso
i colori più accesi
quel cielo dipinto
di azzurri violenti
la vita rinasce
nelle piccole rose
si lascia alle spalle
il gelo e le cose
sciupate dal tempo
un pennuto cinguetta
sfrontato mi chiede
che fai li interdetta?
non corri felice
ruzzando nei prati?
non voli nel mare
frangendo le onde?
potessi potessi
di colpo levarmi
e andare qui e là
cullata dal vento
potessi potessi
chissà....
una sirena di notte
ulula e stride
un pugno nel petto
di colpo il risveglio
dal sonno sereno
che placa le ansie
di colpo il risveglio
a un'estranea realtà
di falsi problemi
di inutili cose
in cui non riesco
a vivere in pace
terra bagnata
e tenere foglie
fiori piccini
muschio e ciclamini
strane farfalle
bianche e arancioni
fluttuano in coppia
di fiore in fiore
e il calmo lago
dalle spiagge deserte
piccolo appare dall'alto
come culla di vita
smeraldo incastonato
nel verde degli alberi